Oral Celilk gilt als der "zweite Mann", der Ali Agca geholfen hat das Attentat auf Papst Johannes Paul II. auf dem St.Petersplatz zu verüben. Er wurde in Frankreich festgenommen und nach Italien verbracht und verhört, allerdings ohne Erfolg. Nach dem Prozess in Italien wurde er den Behörden in der Schweiz überstellt, die gegen ihn Anklage wegen Drogendelikten erhoben hatten. Wir haben den Prozess beobachtet und für die  Schweizer Polizei die italienischen Prozessakten beschafft. Noch vor Abschluss der Untersuchungen wurde Oral Celik, auf Druck der Schweizer Bundesanwaltschaft, in die Türkei abgeschoben. Oral Celik hatte dem Schweizer Staatsanwalt berichtet, dass er für eine Summe von einer Million US-Dollars bereit sei, die wahren Hintermänner des Attentats auf den polnischen Papst bekannt zu geben, ein Angebot das aber nie in Betracht gezogen wurde.

 
 

Il Caso ORAL CELIK - ALI AGCA

In relazione all’attentato del 13 maggio del 1981 a Papa Giovanni Paolo II, accanto alla figura del sicario Ali Ağca si è ampiamente assunto che in quella circostanza a piazza San Pietro vi fosse una seconda persona. I sospetti caddero su Oral Celik, un cittadino turco conosciuto a Malatya (la città del vero attentatore) per essere il capo dei  “Lupi grigi”. Note teorie di cospirazione tratteggiavano una rotta che dalla Bulgaria portava in direzione di Mosca. Dopo essere stato trovato ed arrestato in Francia, Oral Celik fu stato processato in Italia. Il procedimento si configurò come farraginoso in quanto la difesa continuava di volta in volta a presentare elementi nuovi al vaglio dei giudici. Tra le aggravanti, il fatto che l’imputato era già stato arrestato per terrorismo fuori dall’Italia. Il Governo in Francia mise a disposizione di  Oral Celik un avvocato italiano di primo piano: Michele Gentiloni. Questi in precedenza aveva assunto anche la difesa di Licio Gelli, il Gran Maestro della loggia massonica segreta P2, che contemporaneamente era anche membro dell’Ordine di Malta nonché Cavaliere del Santo Sepolcro. Il processo si concluse - come sovente in casi analoghi in Italia - con un’assoluzione. Visto però che Oral Celik era sotto la protezione francese, la Procura di Stato della Città di Basilea si avvalse dell’opportunità di farlo tradurre in Svizzera dove a carico di Celik pendeva un procedimento per narcotraffico. In questo stato di cose si innestò il mio incarico. Era noto che le sentenze italiane all’epoca venivano per lo più redatte autografamente. Inoltre le Autorità svizzere sapevano che, richiedendo quel tipo di documenti, ci sarebbero voluti un paio di mesi prima che fossero giunti alla Procura di Stato di Basilea. Grazie alla mia rete di contatti invece la sentenza giunse quasi in contemporanea all’imputato. Come ringraziamento ricevetti dalle competenti Autorità di Basilea una copia dattiloscritta con rispettiva traduzione di quell’atto. Alcune settimane più tardi la Procura di Stato di Basilea ricevette una telefonata riservata da Berna a seguito della quale Celik nella massima segretezza veniva condotto all’aeroporto di Zurigo-Kloten per essere imbarcato per Ankara, dove veniva accolto entusiasticamente da uomo libero dai suoi sostenitori nonché da esponenti governativi e poté infine riassumere la presidenza della squadra di calcio di Malatya. 

Io stesso nel luglio del  2006 mi recai a Malatya, ben considerando le raccomandazioni di cautela fattemi a Basilea. Il 13 luglio 2006 il Presidente Carlo Azeglio Ciampi, con il consenso della Santa Sede, concedeva la grazia ad Ali Ağca, che in pari data veniva trasferito nella sua patria turca. Il fatto che proprio quel giorno mi trovassi ad essere in Turchia, va senz’altro ricondotto al caso, tranne che poi dovetti constatare che alcuni “elettricisti” turchi erano entrati nella mia stanza d’hotel (per ragioni pratiche risiedevo in due hotel) mentre ero in visita alla città ed avevano avuto accesso al mio computer e, nel far ciò, (accidentalmente) l’avevano bloccato. Prontamente la Svizzera provvide a sostituire il computer, nuovo di zecca e ancora sprovvisto contenuti in memoria, episodio questo da annoverarsi nella categoria dei rischi e degli inconvenienti professionali dei giornalisti impegnati nelle ricerche.  Il 27.12.2014 l‘attentatore Ağca fece visita al sepolcro del Santo Padre Giovanni Paolo II, ma fu arrestato dalle Autorità italiane e due giorni dopo espulso poiché il visto da lui esibito in occasione di quella visita non era valido...


HDN | 9/20/1996 12:00:00 AM |

International terrorist Oral Celik, wanted in connection with the killing of writer-journalist Abdi Ipekci and with committing the assassination attempt on Pope Jean Paul II 17 years ago with Mehmet Ali Agca, has been sent back from Switzerland to Turkey's Bayrampasa prison. It is expected that many things will be clarified.Mehmet Ali Agca was heard in 1979 with the murder of the famous writer-journalist Abdi Ipekci.